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ERASMUS: UNA BELLA ESPERIENZA DI VITA
Tralasciando i tanti problemi che l’affliggono, l’università italiana cerca comunque di stanziare fondi affinché noi studenti possiamo approfondire la conoscenza di una lingua straniera permettendoci inoltre di provare a vivere per una volta lontano da casa, senza però essere lasciati completamente in balia di noi stessi: trovo che sia una grande opportunità che ogni studente dovrebbe provare almeno una volta nella vita e nella sua carriera universitaria. Molte persone potranno pensare di fare il passo più lungo della gamba non essendosi mai allontanati da casa per più di tre settimane, se non per le vacanze con gli amici, e magari all’inizio si può essere intimoriti da questa esperienza in quanto viene vista come un grande cambiamento che finirà per sconvolgere letteralmente la tua quotidianità dopo il rientro in patria. Beh, questo è esattamente quello che mi è successo.

Mi chiamo Valeria e sono una studentessa di Economia, decisa in quello che faccio e convinta fin dal mio ingresso nel mondo universitario, che l’unico modo per poter evadere dalla monotonia di Modena e dare uno slancio alla mia vita, fosse quello di andare all’estero, considerando l’Erasmus come l’unica possibilità per imparare al meglio una lingua straniera. Decisi quindi di fare domanda, ma nonostante fossi sempre stata convinta che quella era la scelta migliore, in cuor mio (e penso di molti ragazzi che si accingono a fare questa esperienza) ero triste al pensiero di stare lontana da casa così tanto tempo, senza vedere i miei amici e con una vita all’insegna dell’indipendenza, con l’assenza della mamma tuttofare che, diciamocela tutta, fa la differenza per ragazzi giovani come noi.

Mi presero ad Augsburg, mia prima scelta tra le 10 destinazioni che avevo selezionato: cittadina molto bella della Baviera (nel Sud della Germania), più grande di Modena e a poca distanza della bellissima Monaco. Il primo periodo, ovviamente, si rivelò alquanto traumatico per una serie di motivi, primo fra tutti la lontananza da casa, incrementata dal fatto che vivevo da sola in un “appartamentino” di 16 metri quadrati: una scatoletta di tonno insomma. Secondo motivo la lingua, incomprensibile nonostante i due anni di studio del tedesco: tutte le parole che uscivano dalla bocca delle persone che incontravo erano per me incomprensibili come l’arabo e la cosa in un primo momento mi aveva demoralizzato. Terzo e ultimo motivo l’indipendenza. Sembra strano detto da una ragazza di 21 anni che probabilmente non vuole altro dalla vita se non un po’ di libertà, eppure così tanta indipendenza a volte spaventa, in quanto comporta una serie di innumerevoli responsabilità , a cui prima magari non ero abituata.

Dopo le prime settimane tutto cambiò: iniziai ad ambientarmi e incontrai ragazzi e ragazze che adesso sono tra i miei migliori amici. Grazie a questa esperienza ho imparato cosa vuol dire gestire una vita indipendente, abituarmi alle tradizioni di un Paese diverso dal mio, e interagire con persone che hanno stili di vita e lingua completamente diversi dai nostri.

Questa esperienza mi è servita molto per crescere, sia caratterialmente sia a livello culturale: ma come già detto confrontarmi con ragazzi di vari Paesi, con abitudini completamente differenti dalle mie, mi ha aiutato a vedere, ma soprattutto a giudicare, le persone in modo meno frivolo e superficiale. Ho sperimentato un nuovo modo di studiare all’Università, più coinvolgente e che in primo piano evidenzia l’aspetto pratico nel mio piano di studi, e questo mi è servito molto per avere idee più chiare sul mio futuro. Ultima cosa, ma probabilmente la più importante, le persone che ho conosciuto sono diventate per me, in questi sei mesi, come una seconda famiglia ed è stata forse l’esperienza più bella di tutto il periodo Erasmus.

Quindi mi rivolgo a tutti quelli che come me studiano all’Università o si accingono a farlo: provate l’esperienza Erasmus! E’ come vivere una “vita parallela”, fatta sì di divertimento, ma anche di responsabilità. Ovviamente anche questo momento della vita finisce e bisogna tornare alla quotidianità, ma nonostante ciò l’Erasmus rimarrà per sempre una delle esperienze di vita tra le più belle e che difficilmente scorderò.


Valeria Alboni


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