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LA MUTUALITA' NELL'ITALIA POST-UNITARIA
La mutualità si esprime nelle associazioni, chiamate per brevità mutue, dove i membri che ne fanno parte s'impegnano, volontariamente e senza fini di lucro personale, a prestarsi reciproco aiuto e assistenza. Il principio della mutualità rispecchia il bisogno e l'esigenza che, in tutti i tempi e in tutti i luoghi, hanno spinto gli uomini economicamente più deboli a cercare una possibilità di miglioramento e di difesa nell'unione solidale. A partire dalla seconda metà del XIX secolo in Italia nacquero le società operaie di mutuo soccorso (S.O.M.S.) come esperienze di associazionismo e mutualità per rispondere alle necessità di forme di autodifesa del mondo del lavoro. Dopo l'ondata rivoluzionaria del 1848 la loro diffusione subì un notevole incremento grazie alle concessione di costituzioni liberali negli antichi Stati italiani. Prima di tale data la libertà di associazione era fortemente limitata ed ostacolata dagli ordinamenti nati nel clima poliziesco della Restaurazione. Il funzionamento delle S.O.M.S. venne regolato con la legge 15 aprile 1886, n° 3818. All'epoca della I° Internazionale (1864), erano già sorte le prime Società di Mutuo Soccorso o di mutuo appoggio, nate con lo scopo di darsi solidarietà e/o chiedere aiuto ad altri ceti sociali. L'"età d'oro" delle società di mutuo soccorso è nei due decenni tra il 1860 e il 1880. In particolare, nel periodo dal 1871 al 1893, le Società si unirono tra loro nel patto di fratellanza, di ispirazione mazziniana e saffiana. Successivamente a questo tipo di esperienza che alcuni (tra i quali Bakunin) consideravano paternalistica, si affiancarono altri tipi di organizzazione di lavoratori che sostituirono alla concezione mutualistica e solidaristica quella sindacale e partitica. Le società di mutuo soccorso continuarono tuttavia ad espandersi sia come numero di associazioni (che toccò il picco di 6722 nel 1894) sia di associati (il culmine è nel 1904 con 926.000 soci). All'inizio del XX secolo con l'avvento del fascismo le S.O.M.S. vennero sciolte o incorporate in organizzazioni fasciste. Verso la fine degli anni cinquanta, quando le S.O.M.S. ripresero ad espandersi, la società italiana era profondamente cambiata: i lavoratori avevano ottenuto maggiori tutele, erano state introdotte le pensioni ed era stata estesa la protezione nel campo sanitario (almeno per il lavoro dipendente), mentre scarsa era la "copertura" per professionisti e lavoratori autonomi; nei loro confronti si spostò quindi la maggior parte del lavoro svolto dalle S.O.M.S. Alcune di queste associazioni sono tuttora attive come ad esempio la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Modena che venne fondata nel 1863 dal liberale-moderato conte Camillo Guidelli. L'obiettivo era quello di costituire un'associazione di mutuo soccorso generale che potesse riunire tutte le categorie di lavoratori della città. Fra gli scopi principali dell'associazione, oltre al mutuo soccorso, vi era quello di favorire il progresso morale ed economico dei propri soci. Questo venne realizzato negli anni tramite diverse iniziative, come l'Istituto Alimentare, le scuole serali e domenicali, i biglietti valore. Specialmente nei suoi primi 50 anni di vita, la Società Operaia era molto attiva all'interno della società modenese, dando ad esempio un contribuito fondamentale alla creazione di alcuni importanti Enti cittadini quali il Patronato dei Figli del Popolo e la Banca Popolare. Al giorno d’oggi, non essendoci più le problematiche di un tempo, la S.O.M.S. intende spronare i giovani soci a pubblicare e parlare, con i loro scritti, ad altri giovani soci, riportando le proprie esperienze di vita, nello studio, sul lavoro e nel tempo libero così da aprire un dialogo, dando, nel contempo, suggerimenti utili.



Lorenzo Bagni, Martina Bagni, Anna Canè, Maria Calzolari, Sofia Calzolari, Francesco Cavallini, Giacomo Cavallini, Yara Coen, Valentina Luna Colella, Maria Vittoria Coroli, Luca Dugoni, Martina Grimandi, Laura Magelli, Giulia Malagoli, Alessandra Morandi, Francesca Morandi, Giulia Morandi, Laura Orrea, Lorenzo Poppi, Christian Ramirez Amarilla, Filippo Rutigliano, Daniela Settanni e Riccardo Vezzani


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