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La prevenzione sanitaria
L’articolo 2 della Costituzione Italiana recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Possiamo quindi ricondurre ai diritti fondamentali della persona il diritto alla salute.
Tutto ciò si riferisce prima di tutto alla prevenzione sanitaria, che dovrebbe far parte della nostra vita quotidiana in quanto è un insieme di comportamenti e azioni con il fine di impedire l’insorgenza e la progressione delle malattie.
La prevenzione sanitaria si divide in primaria, secondaria e terziaria:
  • primaria: riguarda tutte le campagne e i progetti di educazione e sensibilizzazione che promuovono uno stile di vita sobrio e salutare. Crediamo che questo tipo di prevenzione concerna l’ambito sociale per poi sfociare in quello individuale. Per esempio per quanto riguarda un’alimentazione sana, l’attività fisica e l’astensione da sostanze nocive.
  • secondaria: si occupa di tutte le misure destinate ad ostacolare l’aumento di numero di casi di una malattia nella popolazione, riducendone la durata e la gravità; quindi a livello medico ed ospedaliero.
  • terziaria: comprende l’ambito della ricerca, che ha lo scopo di controllare l’andamento di malattie croniche per evitare o limitare la comparsa di complicazioni e di esiti invalidanti.
L’Italia risulta essere il fanalino di coda in Europa per investimenti e prevenzione, infatti nel 2013 la spesa sanitaria destinata ad essa è stata pari allo 0,5% della spesa sanitaria complessiva, mentre la media dell’U.E. era del 2,9%.
Una conseguenza di questa scelta politica è l’insufficiente ricerca in ambito medico-sanitario con risultato la celebre “fuga di cervelli” italiani all’estero.
Proprio l’istruzione gioca un ruolo fondamentale nel determinare il rischio di mortalità: la popolazione fra i 25 e i 64 anni con il livello di istruzione più basso ha un rischio di mortalità circa doppio rispetto a quella con titolo di studio più elevato.
Tuttavia, fortunatamente, lo stato italiano non obbliga i cittadini ad avere un’assicurazione per usufruire dei servizi sanitari pubblici, al contrario di ciò che avviene negli U.S.A.
In Italia esiste un’associazione no-profit “Segretariato Italiano Studenti in Medicina” creata da, e per gli studenti di medicina, che si occupa di tematiche sociali di interesse sanitario ed intende sensibilizzare i medici di domani ad una concezione di medicina etica, umana, vicina alle problematiche, alla sofferenza e al disagio dell’uomo.
Proprio questa concezione di medicina dovrebbe essere promossa dallo stato italiano al fine di avanzare in ambito medico così da ottimizzare il contesto socio-sanitario nel quale viviamo.


Lorenzo Bagni, Maria Calzolari, Sofia Calzolari, Anna Canè, Mariavittoria Colella, Luna Valentina Colella, Luca Dugoni, Luca Magelli, Giulia Malagoli, Giulia Morandi, Laura Orrea, Lucia Pampana, Valeria Pellacani, Christian Amarilla Ramirez, Filippo Rutigliano e Daniela Settanni


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