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LA BANCA POPOLARE
Nel 1867 un certo numero dei soci fondatori della Società Operaia si univa insieme ad altre personalità cittadine per concorrere alla fondazione di una Banca Popolare, un istituto di credito di tipo nuovo in città, il cui modello, ispirato alle idee di cooperazione propugnate da H. Schultze- Delitsz e all'esempio della Banca del Popolo di Firenze, si stava diffondendo nello stesso periodo in Europa. Esso mirava ad avere come clienti ed investitori i piccoli artigiani e gli operai, che non presentavano solitamente le garanzie necessarie ad aprire un conto corrente nelle altre banche cittadine.

Superando alcuni problemi iniziali, causati dalle condizioni abbastanza restrittive poste dal Sindacato governativo che doveva approvarne lo Statuto, la Banca fu in grado di fare partire le sue attività e ottenne un favore immediato dei cittadini. Fra gli uomini più importanti del suo primo periodo di vita figurava anche uno dei consiglieri della Società Operaia, Momolo Coen; egli fu il Direttore dell'Istituto per diversi anni, guidandolo sapientemente proprio in questo momento difficile di stabilizzazione. Grazie anche alla sua opera in pochi anni la Banca Popolare riuscì a diventare un ente importante per Modena e sviluppò un capitale notevole, inserendosi nel numero delle banche maggiori della città e riuscendo così ad arrivare fino ai nostri giorni.
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